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Il debriefing non è una terapia, ma una tecnica attraverso la quale, con un colloquio strutturato, si cerca di aiutare la persona colpita da trauma ad esprimere in un tempo il più vicino possibile all'evento choc o traumatogeno le sue prime reazioni, i suoi meccanismi riguardanti la

gestione dello lo stress aiutandola ad elaborare le reazioni psichiche e fisiche legate all'evento

 

1.1.     Trauma da evento critico - evento traumatico

E’ definito evento traumatico qualsiasi situazione che porta le persone a provare reazioni emotive particolarmente forti, tali da interferire con le loro capacità di funzionare sia al momento che in seguito.

Non tutti gli eventi critici possono però essere considerati traumatici. A dipendenza del vissuto del singolo, l’evento può diventare traumatico.

 

1.1.1.    Eventi critici - caratteristiche:

  • Sono improvvisi ed inaspettati;
  • Travolgono la nostra sensazione di controllo;
  • Comportano la percezione di una minaccia potenzialmente letale;
  • Possono comprendere perdite emotive o fisiche;
  • Violano i presupposti su “come funziona il mondo”.

 

1.1.2.    Stadi di reazione ad un trauma nel tempo

Lo schema[1] ci da una visione globale delle principali categorie diagnostiche collocate su un asse temporale.

 

Stadi-di-reazione-ad-un-trauma-nel-tempo

 

1.2.     Concetti di stress

Lo stress è una complessa reazione di tutto l’organismo (psico-fisico-emotivo) quale risposta di adattamento a situazioni, avvenimenti, eventi vissuti come trauma.

Quando una persona subisce un trauma in seguito ad un evento eccezionale, unico ed imprevisto, a cui assiste o di cui è vittima, vive una situazione di stress.

Dopo numerosi studi e osservazioni sullo stress, nel 1950 il dott. Hans Selye è arrivato a definirlo come:

”una reazione aspecifica dell’organismo di fronte a un’esigenza o quando deve adattarsi a una novità”[2] .
 

Il professore L.Crocq, l’ha invece definita come una:

”reazione immediata, biologica, fisiologica e psicologica di allarme, di mobilizzazione e di difesa dell’individuo di fronte ad un’aggressione o ad una minaccia”[3] .

 

“E’ una reazione biologica che si svolge in 4 fasi (allarme, azione/resistenza, rilassamento, recupero)e ha come finalità il mantenimento della stabilità interna del nostro organismo, minacciata dagli stimoli stressori” [4] .

 

1.2.1.    Cosa genera un trauma

  • Durante l’esposizione al trauma:       reazioni di fuga e lotta
  • Appena terminata l’esposizione al trauma:          reazione acuta allo stress
  • Dopo (ev. dopo pausa silente):       reazione post-traumatica acuta
  • Dopo parecchio tempo (+ di un mese):disturbo post-traumatico da stress (PTSD[5] )

 

La reazione acuta da stress[6] si manifesta in relazione ad un evento traumatico e i sintomi compaiono nel giro di qualche minuto. Si tratta di un quadro transitorio che generalmente regredisce nel giro di qualche ora o di qualche giorno. La caratteristica essenziale dei disturbi da stress è lo sviluppo di ansia, angoscia, sintomi dissociativi, sintomi fisici e psicosomatici che si manifestano, in fase acuta entro 4 settimane dall’evento traumatico (disturbo acuto da stress[7] ). Lo stress, inoltre, può essere di tipo post-traumatico e cumulativo.

M.Giannantonio definisce il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), spiegando che esso

 

“è caratterizzato dalla compresenza, per almeno un mese, di sintomi intrusivi, di evitamento e di aumentato arousal (ndr: significa attenzione – la relazione tra intensità dello stimolo e ampiezza della risposta) in seguito all’esposizione ad eventi traumatici di particolare gravità”[8] ,

 

si manifesta almeno dopo un mese dall’evento critico e causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

 

Può differenziarsi in:

  • Acuto: qualora la durata dei sintomi è inferiore ai 3 mesi;
  • Cronico: se la durata dei sintomi è superiore ai 3 mesi;
  • Ritardato: l’esordio dei sintomi avviene almeno 6 mesi dopo l’evento.

 

Di norma il 90 % ca. delle persone trova nelle proprie risorse il mezzo per risolvere il problema. La PTSD avviene, con un’oscillazione tra l’1% e il 9% ca. nelle vittime da eventi critici. Chiaramente le percentuali possono variare a dipendenza del tipo di trauma, e a seconda del vissuto della persona nell’evento.

 

1.2.2.    Reazioni tipiche conseguenti al trauma[9]

Reazione emotiva

Mentale

Fisica

Comportamentale

Ansia

Confusione

Affaticamento

Accessi di rabbia

Paura

Deficit di memoria

Esaurimento

Uso di sostanze

Agitazione

Difficoltà di concentrazione

Problemi gastrointestinali

Chiusura in sé stessi / isolamento

Irritabilità / fragilità

Distrazione

Problemi respiratori

Difficoltà relazionali

Rabbia

Pensieri intrusivi

Cefalee

Disturbi dell’appetito

Senso di colpa

Flashback

Spasmi muscolari

Disturbi del sonno

Lutto / perdita

Incubi

Sudorazione

Cambiamenti della libido

Vulnerabilità

Pensieri ossessivi

Vertigini

Facile agitazione

Scetticismo

Ipervigilanza

   

 

Quando l’evento critico si verifica ci si potrebbe sentire vulnerabili ed impotenti (mancanza di controllo). E’ importante però accettarlo ed imparare a conviverci; usare questa vulnerabilità in modo positivo, significativo e produttivo per noi stessi e per gli altri.

 


[1] Campello, 2002.

[2] Selye, 1956. (Medico austriaco, ricordato per le ricerche sullo stress e per la Sindrome Generale di Adattamento).

[3]Crocq, 1999. (Psichiatra dell’esercito. Professore onorario associato dell’università René-Descartes – Paris v Fondatore dell’ufficio nazionale delle cellule d’urgenza medico-psicologico).

[4] ISP Psicologia, 2010.

[5] APA, 1998, DSM-IV, p. 473.

[6] OMS, 2001. pp. 155-156.

[7] APA, 1998, DSM-IV, p. 477 – (DSM: Manuale Diagnostico e Statistico di Disturbi Mentali).

[8] Giannantonio, 2003.

[9] Bagnato, Ruozzi, 2008. - Maria Pia Bagnato (psicologa e psicoterapeuta) e Andrea Ruozzi (psicologo)