Concetti chiave

Debriefer

E’ una persona preparata e qualificata per esercitare la tecnica del debriefing, oltre ad avere la capacità e sensibilità nell’avvicinarsi, attraverso il rapporto duale, all' aspetto psicologico di quelle persone che sono state protagoniste o hanno assistito a traumi psicologici ( es catastrofi naturali, incidenti, atti di violenza) che possono lasciare “profonde ferite” psicologiche e trovarsi così in un precario e delicato equilibrio psicofisico.

 

Psicotraumatologia

E’ una scienza che studia gli effetti di eventi traumatizzanti traumatogeni sulla psiche e sul corpo.

 

Salutogenesi

Concetto introdotto dal medico-sociologo Aaron Antonowski (1923 – 1994). La salutogenesi include tutto ciò che ci permette di restare in buona salute psico-fisica.

 

Evento Traumatico

Evento al di fuori della norma, violento, estremo, lesivo. Esso minaccia l'integrità psico-fisica. Esistono due tipi di trauma: il trauma di tipo I e il trauma di tipo II.

Trauma Tipo I

Si tratta di un evento unico e imprevedibile, come ad esempio un incidente o una catastrofe naturale.

Trauma Tipo II

Si tratta di un evento che si ripete nel tempo, è prevedibile ma inevitabile come ad esempio le violenze in famiglia o gli abusi sessuali.

 

Vittime

Persone che vengono coinvolte direttamente o indirettamente dall'evento potenzialmente traumatico.

Vittime primarie

Persone coinvolte direttamente nell'evento (ferite e non).

Vittime secondarie

Testimoni oculari, famigliari, soccorritori, CARE team,…

Vittime terziarie

Famiglie dei soccorritori, società,…

 

Defusing

Concetto introdotto dal Dottor Mitchel. Si tratta di un colloquio poco strutturato che ha luogo nelle 8 – 12 ore dopo l'evento potenzialmente traumatico. Il defusing comprende 3 fasi: Introduzione, esplorazione e informazione.

 

Debriefing

Concetto introdotto dal Dottor Mitchel. Si tratta di un colloquio strutturato che comprende 7 passi. Il Debriefing ha luogo nelle 48 – 72 ore dopo l'evento potenzialmente traumatico.

I 7 passi del Debriefing

  1. Introduzione
  2. Fatti
  3. Pensieri
  4. Emozioni
  5. Informazione
  6. Rituale
  7. Rientro, conclusione

Debriefing di gruppo

Il debriefing di gruppo coinvolge persone che hanno vissuto lo stesso evento come gruppo (per esempio i soccorritori).

Debriefing individuale

Il debriefing individuale coinvolge singole persone che hanno vissuto un evento potenzialmente traumatico.

 

Quando richiedere un debriefing

Quando si è vissuto un evento al di fuori della norma, quando una persona del gruppo “sta male”, quando all'interno del gruppo c'è una persona a rischio, quando l'evento colpisce persone vicine.

 

Criteri diagnostici per Disturbo Post-Traumatico da Stress (309.89)

A. L'individuo ha vissuto un evento che è al di fuori dell'esperienza umana consueta, e che evocherebbe grave malessere nella maggior parte delle persone, ad es. una seria minaccia per la propria vita o per l'integrità fisica; una seria minaccia o pericolo per i propri figli, coniuge e altri parenti stretti o amici; distruzione improvvisa della propria casa o comunità; o il vedere un'altra persona che è stata recentemente, o che sta per essere seriamente ferita od uccisa a causa di un incidente o di violenza fisica.

B. L'evento traumatico è costantemente rivissuto in almeno uno di questi modi:

  1. ricordi angoscianti dell'evento ricorrenti ed invasivi (nei bambini piccoli, giochì ripetitivi nei quali vengono espresse tematiche o aspetti del trauma);
  2. ricorrenti sogni angoscianti dell'evento;
  3. improvviso agire o sentire come se l'evento traumatico stesse di nuovo verificandosi (incluse sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazionied episodi dissociativi [flashback] tipo quelli che si manifestano al risveglio o quando si è intossicati da sostanze psicoattive);
  4. intenso malessere psicologico all'esposizione ad eventi che simboleggiano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico, inclusi gli anniversari del trauma.

C. Persistente evitamento degli stimoli associati al trauma, o attenuazione della reattività generale (non presente prima del trauma), come indicato da almeno tre dei seguenti elementi:

  1. sforzi per evitare pensieri o sensazioni associati al trauma;
  2. sforzi per evitare attività o situazioni che risvegliano il ricordo del trauma;
  3. incapacità di ricordarsi un aspetto importante dei trauma (amnesia psicogena);
  4. interesse marcatamente diminuito in qualche attività significativa (nei bambini piccoli, perdita di capacità legate allo sviluppo, recentemente acquisite, come le pratiche igieniche o le capacità linguistiche);
  5. sentimento di distacco o di estraneità dagli altri;
  6. ridotta affettività, ad es. incapacità di provare sentimenti d'amore;
  7. sensazione di un futuro "già abbreviato” ad es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli, o una lunga vita.

D. Sintomi persistenti di un aumentato arousal (non presente prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:

  1. difficoltà nell'inizio o nel mantenimento del sonno;
  2. irritabilità o scoppi di collera;
  3. difficoltà a concentrarsi;
  4. ipervigilanza;
  5. esagerate risposte d'allarme;
  6. reattività fisiologica all'esposizione ad eventi che simboleggiano od assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico (ad es. una donna che è stata violentata in un'ascensore incorre in un'improvvìsta sudorazione quanto entra in un qualsiasi ascensore).

E. Durata del disturbo (sintomi in B, C, e D) di almeno un mese.

Specificare l'insorgenza ritardata se l'insorgenza dei sintomi si è verificata almeno sei mesi dopo il trauma.

 

Fonte: DSM-III-R, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson 1991